Eco-mobilità tra luci e ombre

Rapporto Euromobility

02/01/12 - da Leonardo Dongiovanni per Ecocentrico

Ambiente Europa
Eco-mobilità tra luci e ombre

Il quinto rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", pubblicato de Euromobility il 20 dicembre, dà a Torino la palma di città più "eco-mobile" d'Italia. Il podio é completato da Milano e Venezia, mentre  Campobasso e Foggia si afggiudicano il non invidiabile titolo di ultime della classe nella speciale classifica della mobilità sostenibile.

Il rapporto si basa su una serie di indicatori che vanno dalle innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, mobility manager) alla presenza di auto di nuova generazione, fino all'offerta di trasporto pubblico e piste ciclabili. Inoltre sono stati valutati il numero di parcheggi, incidenti,  di autovetture per kmq, la qualità dell’aria e le iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile.

Qualche dato: il numero maggiore di biciclette in condivisione si registra a Milano (1.400), che distanzia nettamente Roma (120), e a Torino (300). Il capoluogo piemontese  guida la classifica delle auto in condivisione (113) seguita da Roma con 105 e Milano (86). Numeri comunque lontani anni luce da quelli di alcune città europee: giusto per fare qualche esempio, a Bruxelles ci sono 2.500 bici collettive con 180 stazioni, a Parigi oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni, a Barcellona oltre 6.000 bici con 428 stazioni, a Londra oltre 6.000 bici con 400 stazioni. E non va meglio con il car sharing:  Brema ha  167 auto per 547.000 abitanti, Monaco 345 auto per 841.000 abitanti.

Come spesso accade, il Nord del Paese si dimostra più all’avanguardia rispetto al Sud. Tuttavia, a livello generale c’é poco da stare allegri: Il tasso di motorizzazione resta in Italia il più alto d'Europa (60,67 auto ogni 100 abitanti contro la media europea di circa 46) e quasi il 70% dei cittadini percepisce come grave il problema del traffico e del conseguente inquinamento ambientale. A ragione peraltro: appena 19 città sulle 50 esaminate hanno livelli di polveri sottili (PM10) nella norma.

Insomma, in tempi di caro-benzina e cambiamenti climatici rendere le nostre città più eco-mobili dovrebbe essere in cima alla lista dei buoni propositi degli amministratori per il nuovo anno.

Quote CO2: anche gli aerei pagheranno
Chiudiamo l’anno con una buona notizia: la Corte di giustizia della UE ritiene valida l'introduzione del settore aereo nel mercato europeo delle quote di CO2. Lo hanno stabilito i giudici di Lussemburgo pronunciandosi su un ricorso presentato da compagnie aeree USA che ritenevano discriminatoria la normativa.

Secondo la Corte, l'applicazione del sistema di scambio delle quota di emissioni all'aviazione non viola né i principi di diritto internazionale consuetudinario né l'accordo “Open Skies”. Nel 2008, la Ue ha deciso di obbligare tutte le compagnie aeree che volano nei paesi della Ue - incluso le straniere - di acquistare l'equivalente del 15% delle loro emissioni di CO2 per i loro voli con partenza da o arrivo in aeroporti situati nell’UE a partire dal primo gennaio 2012, prevedendo anche sanzioni.

In soldoni, nonostante le opposizioni delle lobby americane, dal prossimo anno le compagnie aeree pagheranno, seppur parzialmente, per le loro emissioni di CO2 nell’ambiente: un piccolo ma significativo passo nella giusta direzione.