Auto elettriche sì, ma…

Ridurre la dipendenza dei trasporti dal petrolio é senz’altro una prioritá. Ma occhio agli effetti collaterali...

07/02/11 - da Leonardo Dongiovanni per Ecocentrico

Ambiente Europa
Auto elettriche sì, ma…
Stando a quello che dicono gli esperti del settore, il 2011 dovrebbe essere l’anno decisivo per un definitivo cambio di status delle auto elettriche: da accattivante novità ad effettivo mezzo di trasporto disponibile per (quasi) tutti. Il livello di diffusione che le auto elettriche raggiungeranno ci dirà da una parte quanto l’industria automobilistica sia disposta a scommettere su questa tecnologia, dall'altra quanto i cittadini  siano pronti ad un cambiamento così radicale.

In realtà il futuro avvento delle auto elettriche ha già portato qualche buon risultato: nei prossimi mesi BMW si appresta ad assumere 2600 lavoratori che si occuperanno di progettare e realizzare tecnologie a ridotto impatto ambientale, come veicoli elettrici, ibridi e motori a combustione pulita.

Tuttavia ogni medaglia ha il suo rovescio e i veicoli elettrici potrebbero trasformarsi in un clamoroso autogol per l’ambiente. Il punto cruciale per capire se l’avvento delle auto elettriche sará un’effettiva svolta verso la mobilità sostenibile sta tutto nel cosiddetto “mix energetico”. In altre parole la domanda che bisogna porsi è: da quale fonte sarà prodotta l’elettricità che farà muovere le auto del futuro?

Uno studio del febbraio scorso condotto dal consorzio olandese CE Delft per le associazioni Greenpeace, Transport&Environment e Friends of the Earth Europe rivela che i veicoli elettrici possono contribuire a ridurre sostanzialmente le emissioni inquinanti del trasporto stradale in quanto sono più efficienti dei veicoli tradizionali, non hanno emissioni dirette e possono utilizzare una vasta gamma di fonti differenti, tra cui le rinnovabili. Tuttavia, un improvviso aumento dei veicoli elettrici potrebbe portare anche ad un aumento della produzione di energia generata da fonti non rinnovabili, come petrolio, carbone e nucleare. Un' ulteriore attenuazione del loro impatto positivo potrebbe derivare dalla legislazione europea. Essa infatti prevede che per ogni veicolo elettrico venduto, 3,5 veicoli “normali” vengano scontati nel calcolo delle emissioni per il raggiungimento dei target di riduzione di CO2, disposti dall’Unione Europea alle case automobilistiche. La vendita di veicoli elettrici si trasformerebbe quindi in un paradossale incentivo a vendere altri veicoli inquinanti, a tutto vantaggio delle case automobilistiche e a danno dell’ambiente. Pertanto,  lo studio arriva alla conclusione che, per essere uno strumento davvero efficace di mobilità sostenibile, l’introduzione sul mercato delle auto elettriche dovrebbe essere mirata a perseguire le seguenti finalità:

· Ridurre le emissioni totali di CO2 del settore automobilistico;

· Assorbire la domanda di elettricità generata dai veicoli elettrici esclusivamente per mezzo di fonti rinnovabili;

· Dotare le auto elettriche di dispositivi che consentano l’uso di energie rinnovabili, come per esempio mini-pannelli solari.

 È evidente quindi che la cosiddetta “elettrificazione” del trasporto stradale dovrà andare di pari passo con la diffusione sempre più ampia dell’energia da fonti rinnovabili. Sarà questa la sottile linea di confine tra mobilità sostenibile e greenwashing.