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Verso un eco-pedaggio per i TIR
La Direttiva Eurovignette è un piccolo passo verso l’attuazione del principio “chi inquina paga”. Ma la strada da fare è ancora lunga.
10/11/10 - da Leonardo Dongiovanni per Ecocentrico
Lo scorso 15 ottobre i Ministri dei Trasporti dell’Unione Europea hanno dato il via libera alla revisione della Direttiva 1999/62/EC sui pedaggi per i costi esterni causati dai mezzi pesanti, la cosiddetta Direttiva Eurovignette. I costi esterni sono quei costi che ricadono sulla collettività e non sono sostenuti da chi li ha generati. Nel caso del trasporto stradale, si distinguono generalmente 5 grandi categorie di costi esterni:
- I costi derivanti dall’inquinamento acustico;
- I costi derivanti dall’inquinamento dell’aria;
- I costi causati dalla congestione stradale;
- I costi generati dal cambiamento climatico;
- I costi legati agli incidenti.
Nella vita reale, questi costi si traducono in cure mediche, diminuzione della qualità della vita, danni all’ambiente, alle attività economiche e alla produttività.
Internalizzare i costi esterni vuol dire dunque far pagare agli effettivi utilizzatori il costo totale generato dal trasporto e mettere in pratica il principio del “chi inquina paga”. In un mondo ideale, tutti i costi dovrebbero essere sostenuti da chi li genera. Poiché la realtà è ben diversa, la Commissione Europea sta conducendo un graduale processo di internalizzazione dei costi esterni, partendo dalle modalità di trasporto più inquinanti, tra cui certamente rientra il trasporto merci su strada.
La revisione della Direttiva è in discussione a livello Europeo dall’ormai lontano luglio 2008, quando la Commissione Europea aveva pubblicato il cosiddetto “Pacchetto Greening” finalizzato a rendere più sostenibile il sistema europeo dei trasporti.
Negli ultimi due anni, molti Stati membri, capitanati dall’Italia ed influenzati dalla potente lobby del trasporto stradale e dell’industria automobilistica, si sono fieramente opposti alla revisione della Direttiva perché essa rappresenterebbe un ulteriore balzello per il settore degli autotrasporti, giá gravemente colpito dalla crisi. Va precisato che la Direttiva non prevede nessun obbligo, ma solo la possibilità per gli Stati membri di applicare dei pedaggi per i costi esterni generati dal trasporto merci su strada.
Il testo adottato dal Consiglio dell’UE il 15 ottobre è quindi più che altro il frutto di un compromesso politico ed è solo un piccolo passo verso una mobilità più sostenibile. Solo i costi esterni derivanti dall’inquinamento atmosferico e acustico sono inclusi nel calcolo dei pedaggi per i TIR. I costi della congestione stradale non vengono riconosciuti come costi esterni, ma viene data agli Stati membri la possibilità di applicare pedaggi legati alla congestione. È inoltre prevista un’esenzione per i veicoli di categoria Euro V fino al 2013 ed Euro VI fino al 2017.
Uno dei punti focali della Direttiva è il cosiddetto “earmarking”, cioè l’utilizzo dei proventi derivanti dai maggiori pedaggi. La soluzione più logica sarebbe quella di destinarli allo sviluppo di progetti di modalità sostenibile, sulla falsariga di quanto avviene in Svizzera. Questo approccio creerebbe un circolo virtuoso che migliorerebbe l’efficienza dei trasporti e ne ridurrebbe l’impatto ambientale. Ma si sa, gli Stati membri non amano che sia Bruxelles a decidere come utilizzare i loro soldi. Pertanto, in perfetto spirito di compromesso, il testo approvato il 15 ottobre contiene solo una raccomandazione (ma nessun obbligo) per gli Stati membri a utilizzare i proventi a beneficio dell’intero settore dei trasporti.
Cosa accade adesso? Il provvedimento adottato dal Consiglio di Ministri Europei dovrà andare all’esame del Parlamento Europeo prima di entrare in vigore. È probabile che la nuova Direttiva Eurovignette venga adottata nel corso del primo semestre del 2011. Nello stesso periodo, la Commissione Europea pubblicherà un Libro Bianco sui Trasporti che dovrebbe definire le linee guida della politica europea dei trasporti per i prossimi 10 anni. È prevedibile ed auspicabile che l’internalizzazione di tutti i costi esterni generati da ogni modalità di trasporto sarà un obiettivo cardine fissato nel Libro Bianco, visto che il settore dei trasporti rimane la pecora nera in fatto di emissioni inquinanti in Europa. Ciò lascia intendere che la revisione della Direttiva Eurovignette è solo un piccolo passo verso un trasporto più pulito e responsabile.
- Tags: trasporti, mobilità sostenibile

