BioComunicazione

Siamo responsabili di ciò che comunichiamo

31/03/10 - da Francesca Benvenuto per BioComunicazione.org

Ambiente Europa
BioComunicazione
Comunicare è un atto umano che coinvolge tutti i sensi delle persone. Dialoga con la mente inviandole dati da elaborare. Agisce, però, anche a un livello più profondo: parla all'emotività, alla nostra pancia. Anche se le persone non se ne accorgono ricevono messaggi che le orientano, le manipolano. Forniscono loro stimoli che li inducono a pensare di poter ottenere la felicità solo se possiedono quel prodotto o accettano quel servizio. A questo, oggi, è giunta la pubblicità. A manipolare la nostra percezione della realtà e il senso di soddisfazione della nostra vita.

Chi sono i responsabili di questo degrado?
Prima di tutto ci sono le aziende, soprattutto multinazionali, che impongono stili di vita e modi di pensare che autoalimentano il mercato. Ma tutti coloro che si occupano di pubblicità non possono fare finta di nulla, perché proprio grazie alla loro creatività e alle loro capacità sta in piedi questo sistema. Scaricare sul committente la colpa della trasformazione di bambini e adulti in consumatori a comando condannati a una vita di infelicità e di standardizzazione significa fare lo stesso gioco dei soldati che rispondono con "ho solo obbedito agli ordini". Dobbiamo prendere coscienza che la comunicazione è in grado di modificare la realtà, cambiare le persone, trasformare la società. Chiediamoci: con questo potere fortissimo che abbiamo in mano, è davvero questo il mondo che vogliamo? Sono veramente questi, obesi e intontiti dalla TV, i bambini che vogliamo veder crescere e costruire il futuro? È arrivato il momento di pensare a una nuova ecologia della comunicazione.

Cosa possiamo fare?
Prendere consapevolezza di ciò che facciamo e scegliere di cambiare. BioComunicazione nasce da questa premessa: è un network di professionisti consapevoli del ruolo fondamentale della comunicazione nella catena dei consumi e nella società e hanno scelto di seguire alcuni principi etici nello svolgimento del proprio lavoro. Chi di noi ha scelto di sollevare il patinato sipario di questo mondo - luccicante, giovane, felice, spensierato, profumato, snello, ecc - ha trovato di fronte a sé una società mossa dal marketing: non più uomini e donne, ma consumatori; non più natura, ma risorse per la catena dei consumi. La comunicazione ha imparato ad “agire” sulle persone creando di volta in volta sempre nuovi bisogni affinché la catena bisogno-acquisto-bisogno non si interrompa mai. L’uomo, da individualità geniale, si è via via trasformato in un motore per consumare, una pila che alimenta il sistema.

Per il pianeta Terra tutto ciò non è sostenibile, perché impoverisce l’ambiente senza ripristinare le risorse. Per l’Uomo è svilente perché riduce il suo potenziale creativo, geniale ed emozionale a pura e semplice macchina per l’acquisto, mero ingranaggio di un sistema che ha bisogno di essere continuamente alimentato. La comunicazione, però, non ha colpe, la responsabilità è nostra: possiamo scegliere se assecondare questo sistema o lavorare per un cambiamento.

Che cosa significa lavorare BIO?
Abbiamo definito Comunicazione Biologica quel tipo di attività comunicativa che rispetta l'Uomo e l'Ambiente, non introduce elementi artificiosi nel messaggio da trasmettere e non produce forzatamente nuovi bisogni. La pubblicità serve, presenta un prodotto a chi può averne bisogno. In questo territorio vince la creatività di chi riesce a mostrare un prodotto o un servizio nel modo più avvincente possibile, senza false promesse, senza contraffazioni.

Cosa prevede il codice etico di BioComunicazione a cui pubblicitari e comunicatori aderiscono?
Il primo passo è di prendere piena consapevolezza di ciò che stiamo facendo e del potere che chi comunica ha in mano. Con la comunicazione possiamo cambiare il mondo: in negativo, come stiamo facendo oggi; in positivo se decidiamo di scegliere una strada nuova. Di questo dobbiamo essere coscienti. Da un punto di vista pratico il codice etico pone delle linee guida:

  • eliminiamo dal nostro gergo la parola consumatori, parliamo di persone, dal nostro linguaggio parte la rivoluzione
  • esponiamo i reali vantaggi di un prodotto, nessun artificio o forzatura per seguire la corrente (tendenza diffusa nel mondo Bio)
  • rispettare le fasce più deboli, per primi i bambini che sono un bersaglio facile della comunicazione
  • non lavoriamo a progetti che discriminano, esaltano la violenza e sviliscono l'uomo
  • non lavoriamo con produttori e distributori di armi, di prodotti che derivino dal maltrattamento di animali o da allevamenti intensivi, con aziende che sfruttano il lavoro minorile o i lavoratori o hanno ideologie razziste, xenofobe e violente
  • favoriamo l'utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, la scelta di tecnologie che aiutano a non inquinare e lo sviluppo di progetti efficienti e sostenibili
  • favoriamo l'homeworking come strumento contro l'inquinamento e gli sprechi
Cosa bisogna fare per iscriversi?
Per iscriversi bisogna essere professionisti della comunicazione, liberi professionisti, agenzie o studi. Basta compilare il modulo presente sul sito e sarete contattati. Dal momento della conferma dell'adesione entra in vigore il codice etico di cui si risponde personalmente.

E le aziende che vogliono affidare la propria comunicazione a un comunicatore "bio"?
Possono andare sul sito e cercare il pubblicitario più vicino tra quelli presenti nella lista. I progetti più interessanti, inoltre, potranno avere un bollino che certifica la scelta di una comunicazione biologica, una comunicazione, cioè, vera, sincera, che rispetta l'Uomo e il mondo in cui vive.

Per saperne di più: www.biocomunicazione.org